Quo Chi? Di cosa ridiamo quando ridiamo di Checco zalone.

3 marzo 2016

dal 3 marzo in libreria un mio nuovo libretto. e’ su checco  zalone, ma anche sui modelli di comicità che hanno dominato in Italia negli ultimi 20 anni. checco come antidoto comico alla barzelletta e all’invettiva satirica? Cioè alle due forme del comico che si sono trasformate in Italia in forme di potere? checco come compiuta e matura democrazia del comico? leggete e poi, se volete, criticate. discutiamo. cliccate qui sotto per vedere la copertina… COPERTINA-DEFINITIVA-4-EU

preferite l’inferno o il purgatorio?

21 ottobre 2015

Domenica 25 in corso como 10 100 milanesi leggono dall’alba a notte fonda tutta la commedia di Dante. per ricordare il nostro più grande poeta della luce. Io, tra le 16 e le 17, leggo il 13° del purgatorio. indovinate perché proprio quello?  

il cinema italiano e il fantasma del poetre

21 ottobre 2015

Esce il secondo volume del Lessico del cinema italiano cura di Roberto De Gaetano. c’è un mio lungo saggio su Cinema italiano e potere. Ne parliamo  sabato 24 alle 16 alla Triennale di Milano.

Il chicchirichi stonato di Galli della Loggia contro Leopardi e Mario Martone!

14 aprile 2015

C’è da restare a bocca aperta di fronte alla tronfia sicumera nutrita di ignoranza e presunzione con cui certi elzeviristi di grido pontificano e sproloquiano su tutto, anche su ciò di cui non sanno nulla.  Il recente caso di Ernesgto Galli Della Loggia che sul Corriere della sera attacca Mario Martone per il suo film su Leopardi e – tra le righe – attacca pure Leopardi, la dice lunga e svela una volta per tutte dove si annidano il conservatorismo, il bigottismo  e il fondamentalismo del giornalismo italiano. Gli elzeviristi alla Galli della Loggia disprezzano – lo riconoscono apertamente – gli artisti,

Per una critica della ragion tecnologica

20 gennaio 2015

 Triennale di Milano, 23-24 gennaio 2015 Il mondo che verrà, il mondo come è già a cura di Matteo Bittanti e Gianni Canova PROGRAMMA   LEGENDA   SCREENING: proiezioni di documentari in anteprima per l’Italia   PING PONG:  rapidi confronti a due su un romanzo o un saggio a tema, moderati ogni volta da uno dei curatori   TALK: Relazioni di intellettuali italiani e stranieri, presenti in sala o in collegamento Skype con la sala del convegno       VENERDI’ 23 GENNAIO   Ore 15 – 16.30 SCREENING Davide Ferrario, La zuppa del demonio, 2014  Davide Ferrario Introduce Gianni

“Io sono una forza del passato”

22 luglio 2014

Testo introduttivo alla mostra  ”L’universo di Pier Paolo Pasolini”, visibile fino a novembre al Castello Carlo V di Lecce.    Volti sdentati, tratti spigolosi, devastanti piorree. Nell’Italia dei primi anni ’60 – quella del boom economico e di Carosello, del dentifricio obbligatorio e del deodorante per tutti – Pier Paolo Pasolini porta sul grande schermo del cinema una fisiognomica differente. Da dove vengono i volti di Accattone, di Mamma Roma, di La ricotta? Dal sottoproletariato avido di vita che popola le infinite periferie dell’Urbe? Anche, certo. Sono i volti dei “ragazzi di vita”. Ma prima ancora quei volti austeri, sorridenti e

Tra Godard e il fondoschiena

22 luglio 2014

Testo pubblicato sul Catalogo della Mostra dedicata a Tinto Brass dalla Milanesiana (Milano, 28 giugno-10 luglio 201)   In un piccolo paese del Veneto un giorno all’improvviso atterra un disco volante. Ma la sua apparizione è tanto sorprendente e perturbante che la maggior parte della popolazione fa finta di non vederlo, e quei pochi che sostengono di averlo visto vengono rinchiusi in manicomio. La paradossale vicenda messa in scena in Il disco volante (1964) si offre come involontaria ma efficace metafora di come la critica (ma, più in generale, tutto l’establishment del cinema italiano) ha sempre trattato il cinema di

Perché facebook ha paura di Pirandello?

23 maggio 2014

Nelle nostre scuole non lo si studia, neanche al Liceo Classico. Eppure, Quaderni di Serafino Gubbio operatore (1916) di Luigi Pirandello è uno dei primi romanzi europei ambientati nel mondo pionieristico del cinema muto. Intuisce con incredibile lungimiranza la nascita della società dello spettacolo. Ed è ampiamente citato da Walter Benjamin – in quel saggio capitale che è L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica – come testo imprescindibile per capire lo spaesamento dell’attore (Benjamin parla di esilio) nel passaggio dal palcoscenico teatrale al set cinematografico. Quest’anno ho deciso di dedicare parte del mio corso universitario sugli immaginari dell’era digitale

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Grace Kelly era così?

10 maggio 2014

“La mamma non era così!”, tuonano indignati Alberto, Stephanie e Caroline di Monaco, sconfessando il film con Nicole Kidman che evoca la figura di Grace Kelly e che è stato selezionato per aprire il festival di Cannes. “Alma Reville era diversa da come la si vede nel film!”, ringhia qualcun altro dopo aver visto il film che Sacha Gervasi ha dedicato a Hitchcock e al rapporto che il mago del brivido aveva con la moglie nel periodo della lavorazione di Psycho. Ormai è quasi scontato: ogni volta che un film tocca qualcosa che ha a che fare con la vita,

La domanda che non mi ero mai fatto

17 aprile 2014

Qualche giorno fa sono andato con mia figlia di nove anni a vedere “Storia di una ladra di libri”. Volevo ragionare un po’ con lei sulla storia del Novecento e mi sembrava che il film  potesse fornire più di uno spunto interessante. Avevo l’atteggiamento di chi vuole insegnare. E invece ho imparato. Perchè all’uscita del film Cate mi ha fatto una domanda spiazzante. LA DOMANDA. Quella che io non mi ero mai posto. Quella che fa scricchiolare tutta la prosopopea di noi adulti convinti di essere colti solo perchè abbiamo comprato qualche certezza a buon mercato… “Papà, ma come li riconoscevano gli ebrei?”.

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..io nel pensier mi fingo

25 marzo 2014

Mario martone sta lavorando a un film su Giacomo Leopardi. Ieri ho visto il nuovo film di Davide Ferrario, ed è un film intimamente “leopardiano”. comincia con una frase di Leopardi (“Ridendo dei nostri mali trovo qualche conforto…”), celebra il fascino e la luce della luna (su Torino, ma non solo…) ed è pieno di pillole leopardiane di grande intensità (“Dietro ogni paesaggio c’è un altro paesaggio che si percepisce con la vaghezza e l’indefinitezza dei fatti immaginativi”).

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Perché non amo Sacro Gra

9 marzo 2014

Negli ultimi mesi del 2013 sono stato fermato per strada o contattato via email da decine e decine di spettatori che mi hanno apostrofato più o meno così: “Siamo andati a vedere Sacro Gra spinti dal ‘certificato di garanzia’ del Leone d’oro a Venezia. Bella bufala. Non andremo più a vedere un film italiano”. Non pretendo che queste reazioni abbiano un valore statistico probatorio, ma che siano un sintomo mi sembra indubbio: quanto meno, un sintomo di disagio, di diffidenza, di incomunicabilità fra l’establishment del cinema e il pubblico che continua ad andare a vedere i film.

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Perché amo La Grande Bellezza (e spero vinca l’Oscar…)

26 febbraio 2014

Gufano, gufano. Starnazzano, pontificano, decretano. Sparano condanne senza appello e diventano lividi di astio alla sola idea che La grande bellezza di Paolo Sorrentino possa vincere l’Oscar. La Rete, in questi giorni, ribolle di astio. Chi osa spendere parole di apprezzamento per il film viene subito colpito da frizzi, lazzi e starnazzi.